Mariana Gamiddo: la mia mostra a circuiti dinamici!

Dal 06 al 24 giugno 2016, all’interno dell’Associazione Circuiti Dinamici, ha avuto luogo la mia prima mostra personale dal titolo “L’ALTRO ME”.

 

Tutto è nato quasi per gioco, qualche mese prima avevo provato a partecipare ad un bando indetto dall’associazione. Mai avrei pensato di poter vincere, eppure alla premiazione hanno pronunciato il mio nome. Come premio per il vincitore c’era la possibilità di esporre in una delle loro sale.

L’idea di potermi trovare in una stanza piena dei miei lavori fino a qualche anno fa sembrava utopia! La scelta delle opere da presentare è stata piuttosto semplice. Un paio di mesi prima avevo terminato uno dei miei ultimi progetti e la vincita del bando è caduta proprio a pennello.

Ammetto che anche per l’allestimento avevo le idee chiare fin dal principio, la stanza la conoscevo bene grazie alla precedente mostra fatta con i ragazzi di BAG, conoscevo la planimetria e quello che erano le possibilità della sala. Ma il bello deve ancora arrivare, perché nulla nella vita arriva per caso, le pedine con il tempo vanno tutte al loro posto, una ad una, e come in una danza le persone vanno, vengono, tornano, svaniscono, RESTANO.

Poche settimane prima del vernissage della mostra sono accadute un paio di cose importanti e fondamentali che hanno ragion d’essere raccontate per poter comprendere ogni cosa presente in quella sala.

La prima è stata la possibilità di presentare durante la lezione “Tecniche di documentazione audiovisiva” all’Accademia di Belle Arti di Brera uno dei progetti in cui sono coinvolta da ormai un anno: BAG –Brera Art Gallery. Così ho conosciuto Jacqueline Ceresoli, storica/critica d’arte e docente del corso, che immediatamente si è innamorata del mio lavoro. Da qui è nato un confronto ed uno scambio che ha permesso di conoscerci a tal punto da spingere Jacqueline a scrivere un testo critico d’introduzione per la mostra.

La seconda è stata la nascita di un’amicizia. “Cosa c’entra?” penserete voi. Ci sono persone che creano mondi e lei è una di queste. Alice Bertolasi, studentessa dell’Accademia, pittrice, scultrice, performer, poetessa; un’anima sensibile, capace di leggere l’essenza delle cose. Dopo averla sentita in uno degli eventi di Reading Poetici a cui spesso prende parte non ho potuto fare a meno di chiederle di leggere delle sue poesie durante il vernissage. Esperienza indimenticabile. Avere la possibilità di trovarti di fronte una persona realmente interessata al lavoro, pronta ad ascoltare per poi creare un lavoro a sua volta. Settimane di preparativi, allestimento, creare eventi sui social per divulgare la notizia, riempire l’accademia di locandine! E poi.. l’inaugurazione Parole, complimenti, persone.. La cosa più bella è mettersi in gioco. Accogliere la critica, creare confronto, discutere di tutto tranne di quel che davvero si ha davanti agli occhi (il quadro), poter spiegare la propria esperienza. La nascita dei dialoghi.

La speranza che tutto ciò serva realmente al mondo. E poi.. poi rimane il ricordo di un pezzo di vita, che forse un giorno potrò raccontare.

Miriana

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