Caravaggio: Opere e vita

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, nasce a Milano nel 1571. Si forma presso la bottega del pittore Simone Peterzano a Milano, che seguirà poi a Venezia. Il realismo lombardo e il rinascimento veneto si compenetrano e si arricchiscono tra loro nella formazione di Caravaggio.

Dipingeva senza l’ausilio del disegno e i suoi soggetti erano presi tra i volti che osservava fra il popolo, persone reali da cui studiava ogni loro espressione, ogni gesto, prestando attenzione alla loro forza espressiva. Caravaggio partiva dalla natura ma non amava disegnare paesaggi, preferiva concentrarsi sulle luci e ombre.

Nel suo studio era solito posizionare lanterne per poter illuminare solo in parte i soggetti che dipingeva. Il suo era uno studio ontologico della luce, della quale si serviva per conferire plasticità ai suoi quadri ed enfatizzare l’espressività dei gesti e la drammaticità della scena. Quest’uso della luce fu ciò che rese intramontabile l’arte di Caravaggio.

Opere innovative e di grande influenza sugli artisti del suo tempo, tra cui ricordiamo Gentileschi, furono apprezzate anche per il grande realismo grazie all’abbandono dell’iconografia tradizionale del tempo. A Caravaggio furono commissionate opere di natura morta, ritenute dei soggetti inferiori dagli artisti del tempo, a cui seppe dare nuova vita, una sorta di nuovo realismo che nasce dall’osservazione del reale.

Le sue figure sono plasmate dalla luce e dalle ombre e sembrano uscire improvvisamente dalle zone buie della tela, i dettagli dei volti sono notevoli e di grande carica espressiva. Nelle sue opere si respira un’atmosfera coinvolgente, vitale e poetica che porta l’osservatore a sentirsi parte del quadro.

Caravaggio non era conosciuto ai tempi solo per le sue grandi doti artistiche ma anche per il suo temperamento irrequieto. È proprio attraverso la comprensione dell suo carattere e la sua ossessione per la morte che si può veramente comprendere la filosofia e il genio della sua arte.

La sua propensione alla violenza e l’omicidio di cui si macchiò contribuirono a creare quell’atmosfera di drammaticità e angoscia che si evince dalle sue opere, ricordiamo in particolare “Giuditta e Oloferne” (1598-1599) e “Medusa” (1597).

Si è speculato molto sulla sua vita e molti psicologi e critici dell’arte hanno lavorato assieme per cercare di comprendere il messaggio profondo delle sue opere e il riflesso in esse delle sue paure e sensi di colpa.

La verità difficilmente verrà conosciuta, quello che è certo è che il magnetismo delle sue opere e il fascino che tutt’oggi circonda la figura di Michelangelo Merisi ha creato l’immagine evocativa di Caravaggio stesso. Non è più solo un nome, è l’insieme evocativo che rappresenta “Caravaggio”: opere e vita di luci e ombre.

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